Lo studio odontoiatrico ha a cuore la salute dei suoi pazienti, i prodotti contraffatti: no!

Lo studio odontoiatrico ha a cuore la salute dei suoi pazienti, i prodotti contraffatti: no!

di Maurizio Quaranta

 

Se un odontoiatra ha a cuore la cura dei propri pazienti significa che, per lui, la loro sicurezza è in cima alla scala delle priorità e non utilizzerà mai dei prodotti contraffatti, contrariamente a chiunque venda o acquisti un cosiddetto “fake product”, il quale non può avere a cuore nulla, se non un indebito profitto realizzato sulla concorrenza sleale.

I prodotti contraffatti e i prodotti di dubbia provenienza, unitamente a quelli piratati, sono tutti potenzialmente pericolosi sia per i pazienti che per gli utilizzatori. 

L’attenzione, unitamente al buon senso, deve sempre essere esercitata quando si acquista un prodotto odontoiatrico, con la consapevolezza che solo la distribuzione odontoiatrica seria e qualificata, supportata dalla legge sui prodotti medicali, assicura che ogni prodotto sia conforme alla normativa e dunque sicuro per l’utilizzo su paziente.

È chiaro che chi si avvale di prodotti proposti da dubbi personaggi che operano su mercati secondari non può che incappare in prodotti contraffatti o falsi, alimentando la crescente preoccupazione degli ignari pazienti, i quali ritengono di essere trattati con prodotti che sono sicuri.

Sono tornato su tale argomento perché con l’introduzione del regolamento UE 2017/852 sul recupero del mercurio nell’amalgama dentale ho sentito di tutto, e mi rammarica il dover ammettere che se negli anni ottanta, nel rispetto della legge Merli, avessimo fatto come i colleghi tedeschi o austriaci con le loro leggi di rifermento ed avessimo introdotto i vari sistemi per recuperare il mercurio, la cosa avrebbe avuto certamente più senso e di sicuro oggi non staremmo a discettare sui sistemi di recupero, facendoci anche supportare dal proverbio sulla tardiva chiusura delle stalle.

Tutto vero: oramai con meno di novecentomila capsule di amalgama vendute all’anno in Italia, parliamo solo del 4% di tutte le otturazioni effettuate in Italia nel 2018. Il mercurio lo abbiamo sversato tutto prima negli scarichi.

Ma ora, che fare? Aspettiamo i controlli che il ministero che ha “quasi” girato il problema per competenza alle Regioni, le quali a loro volta lo hanno scaricato sulle ASL affinché mettano in atto i controlli per non finire in mora con il resto dell’Europa o, anche se più che comprensibilmente “obtorto collo” interveniamo e contribuiamo a salvare il salvabile dell’ambiente per quanto ci compete?

È qui che ho scoperto che qualcuno ha sordidamente proposto e fatto incautamente acquistare “evacuatori da ambulanza con sacche monouso” per intercettare le polveri di mercurio contenute nell’amalgama. Anche se il prodotto di per sé non è un “fake product” di sicuro lo è la testa dei due falsari che si ritroveranno nei problemi, nel caso di un fortuito controllo, perché ignorantia legis non excusat.

Un giorno, intorno alla metà degli anni novanta, avevo volutamente perso una vendita facile con un chirurgo estetico che voleva acquistare un sistema implantare di marca per effettuare la resezione ossea degli zigomi o delle arcate sopraccigliari alle modelle che ne avessero avuto bisogno, dicendogli che il sistema era stato prodotto per uno scopo ben diverso, oltre che per un settore diverso e che non era possibile destinarlo ad un utilizzo improprio.

Ricordo le sue insistenze ed immagino che lui ricordi ancora oggi la mia intransigenza, alla quale avrà tristemente ripensato quando, in solido con lui, fu condannato chi gli aveva venduto uno strumento medicale prodotto per scopi odontoiatrici, non impiegabile per quelle sue esigenze diverse, anche se cliniche.

Il cuore della professione dei miei clienti è curare con umanità e competenza, agendo con scienza e coscienza. Nel commercio non esiste la deontologia, esiste però l’etica, che è una branca della filosofia che attiene alla libera scelta dell’uomo tra il bene e il male. Etica/comportamento e deontologia/dovere ci ricordano che alcune cose si devono fare mentre altre non si devono proprio fare.



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